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L'opera d'arte diventa espressione di un soggettivismo
esasperato, dell'azione automatica dell'inconscio, la tela è mezzo
e tramite fra la materia, il colore, il segno, e l'inconscio dell'artista,
tanto che Aurelio scrive: "Quando dipingo entro in meditazione
e trascendo, non ho l'esatta percezione di ciò che sta avvenendo,
solo dopo mi rendo conto di ciò che ho creato..." E', l'action
painting, l'espressione di uno stato d'animo, lo scoppio di una
carica di energia, l'esplosione di una pulsione interiore che
non si estrinsecano secondo un predeterminato progetto, ma si
eseguono un incontrollabile impulso del profondo, con evidenti
richiami a forme o disegni ma con esiti del tutto differenti l'uno
dall'altro; all'Espressionismo storico, per la violenza del linguaggio,
al Dadaismo, per la carica di ribellione, al tachisme per ciò
che riguarda l'aspetto tecnico (a macchie), ma soprattutto al
Surrealismo.
Come
il Surrealismo, l'action painting esalta la supremazia dell'inconscio,
il valore che assume è, che non dipende da scelte formali o concettuali
coscienti, ma è frutto del gesto puro, di un passaggio della NON
MENTE che delinea forma e contenuto liberamente ed irrazionalmente,
non vuol spiegare, solo esprimere. L’automatismo psichico del
Surrealismo arriva così alle sue estreme conseguenze, con l'annullamento
di ogni residuo mentale cosciente, trovando nell'inconscio una
materia di ispirazione vasta ed inesplorata, in grado di comprendere
i germi di molte successive esperienze che riconosceranno come
vero tema dell'opera d'arte non già l'opera compiuta, bensì la
sua realizzazione nel momento in cui l'artista la attua, con improvvisazione
e spontaneità (body art, happening, performance, arte comportamentale...).
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